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Emozione

Teatro

   
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Dal 19 novembre la 25^ edizione della rassegna teatrale roncadese
  

 

6 novembre 2005

Città di Roncade, Pro Loco di Roncade, G.A.T. Roncade

promuovono la 25^ edizione della rassegna teatrale roncadese

"EMOZIONE TEATRO"

L'inizio degli spettacoli, nell'auditorium delle scuole medie di Roncade, è fissato per le 20,45 con biglietto d'ingresso di 5 euro, 3 per i ridotti.

PROGRAMMA

19 NOVEMBRE

Pentadramma. Marcon (Ve)

I PELLEGRINI DI MAROSTEGA
di Libero Pilotto
regia a cura del Gruppo Pentagramma

Commedia brillante in dialetto veneto. La vicenda si svolge nella cittadina di Marostica nella seconda metà dell'ottocento. Momolo Bondiola, ritornato da un pellegrinaggio a Roma, si reca con la moglie Felicita nella casa di Giovanna, loro figlia e moglie di Alfredo. Qui si delineano i caratteri dei personaggi: Momolo e Felicita cattolicissimi e praticanti da rasentare l'isterismo, ed Alfredo avvocato illuminato e liberale.

A causa di un equivoco, Alfredo viene visto dalla moglie Giovanna e da Felicita in compagnia di una "cocotte" e subito si pensa che egli sia un adultero. La voce si sparge nel paese ed il fatto viene ingigantito al punto tale da essere irreale.
In realtà quella "cocotte" è una dama viennese che con l'inganno estrapolò a Momolo quand'era a Roma una promessa di matrimonio. Promessa che Momolo non può onorare essendo già sposato. Così Momolo, "l'omo più moral del paese" è il vero fedifrago; verrà scoperto dalla moglie e dai compaesani bigotti, ma eviterà il peggio con l'aiuto dell'avvocato Alfredo.
Così vissero tutti felici, contenti e.... Garibaldini!

26 NOVEMBRE

Arlecchino (Pd)

LA BUONA MADRE
di Carlo Goldoni
regia di Gabriele Brugnolo

Carlo Goldoni con questa commedia, ambientata a Venezia nel 1760, affronta altri temi attraverso la contrapposizione quasi manichea fra le grandi virtù di una madre, vedova per giunta, e i vizi, piccoli per la verità, di un figlio, unico a tutti gli effetti, anche se qualche rivendicazione esce dalla bocca di una querula sorella ancora da maridare.
Amministrare i figli, soprattutto l'imbelle Nicoeto, come la casa, sembra essere la vocazione non solo della "Buona madre" ma di tante figure di donna del Goldoni.
Della figura del figlio beato o beota fra le donne, fa giustizia già il titolo alternativo della commedia "Nicoeto meza camisa e i so amori in Calle dell'Oca" che sembra proprio voler liquidare sbrigativamente, alla maniera materna, appunto senza dargli alcuna importanza, l'unico tentativo del figlio di scegliersi qualche cosa da solo.
Ovviamente chi la spunta è la saggia ed astuta madre, Nicoeto però non vede l'ora di rimettersi nelle mani sue dopo essersi cacciato nei guai con amori dispendiosi in Calle dell'Oca.
Il mestiere di uomo adulto e responsabile non gli si addice, è solo quello di eterno figlio:  non a caso sposerà una vedova, tanto per non cambiare nulla.
Si potrebbe dire che Goldoni ne "La buona madre" abbia fatto incetta, da autentico filologo, delle locuzioni più gustose e quasi ricercate della lingua veneta.

3 DICEMBRE

Compagnia IL CARRO DI TESPI 2004 di Roncade (TV)

LA LEVITA' DI PIRANDELLO
di Luigi Pirandello
regia di Zino Boccuzzi

due atti unici: "Cecè" e "La Giara".

CECE'

Breve commedia scritta all'età di 46 anni, con tenuità e brillantezza inconsueti all'autore che descrive come lo spudorato protagonista Cecè, abile imbroglione mascherato da raffinata eleganza, riesca con astuzia a capovolgere a proprio favore una scomoda situazione approfittando dell'ingenuità del surreale commendator Squadriglia e di Nada, giovane ragazza di facili costumi.

LA GIARA
La commedia, di sapore campagnolo e burlesco, fu rappresentata per la prima volta in dialetto siciliano nel 1917. Rappresenta uno spaccato di vita dei campi all'inizio del 1900 pennellando, con variopinti colori, i caratteri dei vari personaggi: dall'iroso padrone Don Lolò Ziralfa, al permaloso concabrocche Zì Dima Licasi, alle scanzonate contadine, al saccente quanto divertito avvocato Scimè.

10 DICEMBRE

Compagnia GRUPPO AMICI DEL TEATRO di Roncade (Tv)

I DADI E L'ARCHIBUGIO
di Alfredo Balducci
regia di Alberto Moscatelli

In un periodo storico indefinito due compagnie di ventura stanno per scontrarsi. La prima è stata ingaggiata dal signore del castello di Boslavo che ha deciso di non pagare più le tasse al re dal quale dipende: la seconda, al soldo del re, dovrebbe espugnare il castello per ricondurre il ribelle ai suoi doveri. Tutto è pronto per l'azione ma... a trionfare, questa volta, saranno ben altri ideali!.

Certo, il riassunto della trama non rende merito a tutti i personaggi caricaturali che ne fanno parte, nè alle scene che essi movimentano con comica arguzia e trovate paradossali. Scritta nel 1952, per il tono canzonatorio e pungente con cui l'autore ha descritto un mondo militaresco che per natura dovrebbe essere eroico e che invece mostra le proprie miserie con atteggiamenti millantatori, la commedia è stata subito tacciata da antimilitarismo e per questo non rappresentata per anni.
Ma gli argomenti trattati, l'assoluta reale rispondenza al vero di personaggi, di atteggiamenti e di situazioni al limite dell'assurdo e del paradossale rendono avvincente e attuale questa commedia, evidenziando la povertà, l'assurdità, il grottesco della guerra, collocandola inun mondo irreale, che poi è anche il nostro mondo, di tutte le epoche, di tutti i luoghi!