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l'Affaire 69

   
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Ivano Sartor spiega cosa c'è stato prima del voto-flop del 28 dicembre sull' osservazione alla variante al Prg n.69.
"Rubinato, perchè questo baccano? Ora non insistere con il Pat"
  

 

31 dicembre 2005

Caro Direttore di Roncade.it,

non so se sei caduto in depressione per il mancato regalo di Giacometti. Penso di no, ma per evitare di correre rischi ho pensato di farti io un regalo.
Eccolo qua. Voglio darti delle informazioni di prima mano, alcuni retroscena mai emersi all’esterno del “palazzo”, insomma notizie inedite...
Saranno molto utili a capire come sono andate le cose.

Mi riferisco all’Osservazione n. 69 alla Variante al PRG di Roncade che proponeva di edificare un’area di San Cipriano Vecchio tra la “Fabbrica” e la Chiesa antica.
Preliminarmente chiarisco che ho usato il verbo “proponeva”, in quanto la questione è chiusa, contrariamente a quanto detto da qualcuno. E lo è perché in discussione nel Consiglio Comunale dell’altra sera vi era l’approvazione o meno di tale osservazione; dunque, pur con un voto di parità, la proposta del privato che ha sottoscritto l’osservazione (e non della Giunta, che ha dato il parere previsto!) non è stata accolta.

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Dunque la Regione, che per prassi entra nel merito solo delle osservazioni accolte, non ci tornerà sopra: pace!

Ora arrivo con il regalo: un racconto inedito di quanto è realmente accaduto.
E’ accaduto che tra la fine dell’anno scorso 2004 e i primi mesi del 2005 Sindaco Rubinato e assessore all’Urbanistica De Vidi si presentano in Gruppo Consiliare (allora tutto bello unito) e lo interpellano su una richiesta presentata da una certa immobiliare che chiedeva di proporre un PIRUEA sull’area di San Cipriano Vecchio, a determinate condizioni, che poi sono quelle stesse che la Giunta ha controdedotto per l’Osservazione n. 69. Nel Gruppo si sono registrati solo opposizioni e silenzi, e le opposizioni erano basate sugli stessi argomenti che sono stati illustrati nell’ultimo Consiglio Comunale. Il Gruppo conclusivamente espresse la sua contrarietà. Coerentemente nessun PIRUEA è stato presentato per quell’area.

Sembrava tutto a posto. Ma ecco la sorpresa: senza interpellare nuovamente il Gruppo Consiliare, la Giunta fa entrare dalla finestra quanto lasciato fuori della porta e formalizza il proprio parere favorevole all’area residenziale con annessi e connessi. I Commissari di maggioranza della Seconda Commissione Consiliare Permanente si sono trovati sulla carta, già distribuita a tutti i componenti, questa bella novità. Esaminando l’Osservazione gli stessi Commissari hanno argomentato che su tale punto la Maggioranza (formata allora di due Gruppi) si era espressa negativamente. Anche il Consigliere Giorgio Libanore, che fa parte del Gruppo consiliare originario e non della nuova formazione di “Roncade Democratica”, votò contro l’accoglimento dell’Osservazione.
A quel punto, nonostante due pronunciamenti contrari, Sindaco e Giunta, pur verificando ancora una volta che il Gruppo di “Roncade Democratica” continuava a rimanere fermo nel rigettare la proposta edificatoria, hanno ritenuto di “forzare” e di andare a chiedere la terza – dicasi “terza” – verifica in Consiglio Comunale. Al resto degli avvenimenti hai assistito anche tu in Consiglio Comunale.

Ma non basta. Ora si paventa che la proposta verrà ripresa dal PAT (Piano di Assetto Territoriale). E’ da chiedersi: per ottenere la quarta sconfitta?
Un breve commento sul concetto di collegialità. E’ molto collegiale (ovverossia è molto democratico) far trangugiare ripetutamente alla propria maggioranza quello che la stessa non vuole digerire?

In coda, un piccolo suggerimento al Sindaco Rubinato. Perché dare tutta questa importanza a una proposta che veniva da un privato, nemmeno cittadino di Roncade, e che come tale non era una proposta del Piano Regolatore? Era solo un’osservazione di un imprenditore immobiliare che chiedeva – legittimamente dal canto suo – di realizzare “affari”; non era e non è una proposta contenuta dalla Variante adottata dall’Amministrazione Comunale.
Se razionalmente si ricondurrà il fatto alla propria dimensione privatistica, ci si renderà conto che non valeva la pena di enfatizzare mediaticamente la vicenda (e non è la prima volta!). La capacità di sintesi politica, il saper aggregare piuttosto che disgregare, il dialogare invece del forzare, penso debbano prevalere sulla tentazione di apparire. Ed è un’arte preventiva.

Ivano Sartor