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Attentato a

Rio Sartor

   
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Ignoti sovversivi versano schiumogeni nel circuito. I gendarmi brancolano nel buio.
  

 

23 giugno 2005

Non c'è pace per Rio Sartor. Prima intasato di alghe e foglie secche, poi dissanguato da pompe rachitiche, infine bersagliato da attentati.

La scorsa notte, con il favore delle tenebre, lontano da occhi indiscreti e atteso il declinare della luna piena, ignoti sovversivi versavano una non ancora identificata sostanza schiumogena nel circuito idraulico chiuso che alimenta il gaio ruscellare dell'azzurro corso d'acqua, solo di recente rivitalizzato.

Immaginabile lo stupore, con il primo chiarore mattutino, dei dipendenti comunali nell' appropinquarsi al luogo del quotidiano travaglio: volute di spuma candida ai piedi del ponticello, ben lungi dall'esprimere residui di attività oniriche, richiamavano brutalmente il paese alla cruda realtà. Attentato!

Ma di quale matrice? Nessun simbolo tracciato qui o là, nessun volantino di rivendicazione. Solo un messaggio chiaro legato alla natura della sostanza impiegata, riconosciuta ai primi sommari accertamenti come detersivo per piatti: fare pulizia.

Molte le ipotesi che si accavallano in queste ore frenetiche, infinite le perplessità che, a loro volta, schiumando lievitano negli interrogatori dei gendarmi. A chi il monito? All'intestatario del fiume? Al controverso progettista? All'intreccio massonico-affaristico che agita le congetture di chi orbita attorno al palazzo? Mah!

Le analisi sulla composizione chimica della sostanza, in corso, pare, in un importante laboratorio emiliano, dovrebbero consentire agli investigatori di risalire alla marca del detersivo impiegato e, di lì innanzi, ai negozi del circondario che lo commercializzano.

Bisogna fare in fretta, è la parola d'ordine che rieccheggia, poichè nell'interrogare commessi e cassieri per cercare di risalire ad una rosa di probabili acquirenti il labile velo di memoria non vada disperso.

Bisogna andar di corsa, si va ripetendo tra caserma e ufficio del Procuratore, per non lasciare il tempo ai sospettati di sbarazzarsi del contenitore prima dell' inesorabile raffica di perquisizioni che, indubbiamente, il giudice decreterà.

O tempora, o mores! Dove anrdemo a finire? Dopo i microTesla e gli Ogm su Roncade cala pure il fantasma delle armi chimiche!