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Piruea o

Monopoli?

   
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I grandi giochi sui volumi edificabili incendiano l'estate roncadese.
Rumors, opinioni e qualche dato sulle strategie edilizie (e politiche) di inizio millennio
  

 

27 luglio 2005

I triangolini verdi e rossi non sono ancora del tutto al loro posto ma la partita a Monopoli che si sta giocando a Roncade attorno ai Piani integrati di riqualificazione urbanistica ed ambientale (Piruea), a cominciare da quello sull'area "ex Faram", a Biancade, sta acquistando una certa fisionomia. Si tratta, pare di capire, di una dinamica che si integra con altri interventi già indicati nell'ultima variante al Prg e che potrebbe attraversare questa fase della vita amministrativa non senza conseguenze, più o meno profonde, negli attuali per quanto apparenti equilibri politici.

La madre di tutte le battaglie è adesso quella ingaggiata sull' ex Faram. Si tratta di un intervento che, semplificando, prevede l'abbattimento dei capannoni esistenti, oggi utilizzati come magazzini, e la costruzione al loro posto di 18 palazzine a due e tre piani per una cubatura complessiva vicina ai 55 mila metri cubi ed un 'investimento di oltre 5 milioni. Negli edifici, tutti residenziali e spesso corredati di spazi commerciali, potrebbero trovare casa circa 600 persone, all'interno di una frazione che oggi supera di poco i 3.500 abitanti. Il soggetto proponente - una società veicolo denominata Intermobiliare Spa, con sede legale a Silea e facente capo ai vecchi proprietari di Faram - in cambio delle autorizzazioni comunali ha accettato di realizzare opere di pubblico interesse per 1,85 milioni. Tra queste, secondo i piani, vi sarebbe il rifacimento a porfido del piazzale davanti la chiesa di Biancade, la ricostruzione di marciapiedi e piste ciclabili per un lungo tratto del centro di Biancade, la realizzazione di due rotatorie ed opere di urbanizzazione secondarie ed i lavori di messa a norma delle scuole elementari e della palestra della frazione.

Un "contentino per i cretini", è la definizione data ieri sera da Sergio Sartor, ex amministratore roncadese oggi integrato negli ambienti di Forza Italia, durante un incontro pubblico organizzato dal Polo. Specchietti per allodole, dunque, a compensare un progetto di edificazione che "ricorda le urbanizzazioni nell'Est europeo degli anni '60" e che avrebbe come unico effetto quello di contribuire ad un'ulteriore frammentazione degli scarsi spazi di aggregazione di cui dispone Biancade.
A far sospettare Sartor dell'esistenza di una nuova trappola vi sarebbe innanzitutto il caso del Piruea andato in porto nel centro di Roncade sull'area dell'ex Consorzio Agrario. "Un ecomostro obbrobrioso fre tre ville venete del '700 - ha aggiunto - in cambio del maldestro rovesciamento di 150 betoniere di calcestruzzo davanti il municipio".

Di fronte ad una cinquantina di biancadesi che si interrogavano sulle possibilità residue di contrastare il Piruea o almeno ricontrattare le opere pubbliche da realizzare in cambio, gli esponenti del Polo in consiglio comunale hanno però ricordato un più sostanziale motivo di perplessità sulle capacità di Intermobiliare e legato alla fidejussione richiesta dall'amministrazione comunale, come è buona prassi, a garanzia dell'esecuzione dei lavori di interesse pubblico. Un argomento che è stato al centro di una quasi crisi, il 30 giugno scorso, in consiglio comunale, quando l'ex sindaco, Ivano Sartor, respingendo il consenso dato dalla giunta ad una rateizzazione della polizza a vantaggio della Spa, ha presentato un emendamento in senso contrario la cui discussione è stata respinta dal sindaco. Il testo del dibattito consiliare collegata a questo punto può essere prelevata cliccando qui.
Cosa c'è dietro la richiesta di rateizzazione? I bene informati sostengono, in parole semplici, che Intermobiliare sia sul punto di essere ceduta e che quindi il suo obiettivo, al fine di incrementare il proprio valore, sia quello di prendere l'affare per poi rivendersi a terzi con l'importante dote. Nessun interesse, quindi, a sborsare l'intero importo per una fidejussione a copertura di un'opera che essa non realizzerà. Per questo motivo, perciò, i 24 mila euro in più necessari per fornire garanzie integrali sono stati posti come condizione insostenibile per proseguire le trattative e, di fronte a questo rischio, la Giunta Comunale avrebbe allora "capitolato" assecondando la richiesta di una frammentazione del premio.

La circostanza ha fatto levare gli scudi a Ivano Sartor, come detto, il quale si è chiesto che senso abbia un'eccezione su una somma tanto modesta rispetto al peso dell'investimento, ed ha prefigurato il sospetto che Intermobiliare sia consapevole già da ora di non essere in grado di portare a termine i lavori oggetto del contratto.
La posizione di Sartor, uscito dall'aula, sarà formalizzata in un ordine del giorno in cui si sostiene errata la scelta del sindaco, Simonetta Rubinato, di respingere il suo emendamento perchè tardivo e dai contenuti "non di lieve entità". Il documento sarà votato venerdì prossimo e non è esclusa su questo una pericolosa scissione in seno alla stessa maggioranza. A parte i don Abbondio che si daranno malati, insomma, nel centrosinistra i voti a sostegno di Sartor potrebbero essere almeno due o tre.

Perchè Sartor si comporta  in questo modo? I soliti interpreti di corridoio sono inclini a ritenere che la questione sia legata a doppio filo ad una seconda lottizzazione in via Galli, prevista dalla Variante e caldeggiata dall'ex sindaco. Siccome i metri cubi edificabili in un Comune non sono infiniti, spiegano, i 55 mila della Faram potrebbero andare a comprimere i disegni progettati cinquecento metri più in là. Perciò - pur rimanendo nell'ambito del processo alle intenzioni - se la Faram si inchioda a via Galli fa solo bene.

La bilancia della cubatura Faram, però, secondo la lettura che fa l'altro Sartor, potrebbe riguardare anche un altro intervento, un Piruea attualmente al vaglio degli uffici regionali e che riguarda l'area di Franco Favaro in via Montiron. Nella variante al Prg, ricorda l'ex assessore di Gabriele Doratiotto, i volumi Faram erano sensibilmente inferiori rispetto al Piruea. Questo sarebbe stato un escamotage per rimpinguare i disegni di via Montiron - un' "area amica" - con la consapevolezza che a Biancade i volumi sarebbero tornati a lievitare grazie alle prerogative dei Piruea. Perchè "area amica", quella di via Montiron? Perchè l'ok al disegno di Favaro - è una congettura che un anno dopo non nega più nessuno, tantomeno gli amici da cui egli si era recato per un consiglio all'inizio del 2004 - sarebbe stata una specie di pacca sulla spalla per il disinteresse che l'ex assessore di Giancarlo Gentilini ha mantenuto nella campagna elettorale roncadese dello scorso anno. Un rimanersene fuori, se le cose sono andate davvero così, innegabilmente determinante dato che il candidato sindaco della Lega, cioè del partito di Favaro, Gianni Rachello, ha perso a causa di appena 10 elettori che gli hanno preferito Rubinato.

Nella calda serata biancadese, infine, l'ultimo sassolino nella scarpa è quello dei lavori di messa a norma che Intermobiliare dovrebbe eseguire nelle scuole elementari e nella palestra di Biancade. Opere obbligatorie in virtù della legge 626 in materia di tutela delle persone nei luoghi di lavoro. Questo significa, ha sottolineato Guido Zerbinati, che oggi le scuole e la palestra non sono a norma. Se per fare gli interventi si dovrà aspettare che la Spa proceda con i suoi progetti, vuol dire che il Comune ha le casse vuote e che frequentare sia gli spazi delle elementari, sia quelli della palestra attualmente è pericoloso.