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Io vado a

votare

   
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Il che, di questi tempi, è già un lusso.
Ma Francesco Rutelli e Rutelli Francesco sono la stessa persona?
  

 

4 giugno 2005

IL DOVERE DI ESERCITARE UN DIRITTO PER IL SI O PER IL NO

Ho appreso con stupore che Rutelli Francesco a titolo strettamente personale ha deciso di astenersi dal voto sui referendum del 12 giugno. Chissà come l'ha presa Francesco Rutelli Presidente della Margherita per questa uscita non concordata.
Il sottoscritto invece va a votare eccome perchè di questi tempi pare già un lusso; vado a votare in fiduciosa attesa che Romano Prodi metta a posto le cose.
Saluti

Paolo Gatto
Consigliere Comunale "La Margherita"


4 giugno 2005

Leggo un passo da un interessante volumetto di Aldo Durante, intitolato "Integralismo cattolico asburgico".

"Nel 1853 monsignor Brunello, prevosto di Montebelluna, dovette affrontare uno scandalo gravissimo per il suo gregge: Giulia Michielin, sposata ad Antonio Bonsembiante, abbandonò il tetto coniugale e andò ad abitare con suo padre.
Il parroco si rivolse all'Amministrazione Comunale perchè obbligasse la donna, anche con la  forza, a ritornare da suo marito.
L'Amministrazione intervenne nel senso voluto dal parroco, ma poco dopo Giulia Michielin riprese la fuga e la cosa si ripetè per cinque volte in due mesi".

Pur di difendere una parvenza di unità familiare, insomma, il parroco non esitò a far riconsegnare a ripetizione una giovane donna ad una situazione di percosse e violenze da cui aveva disperatamente tentato di fuggire.

Sono passati 150 anni e due guerre, da allora, ma praticamente per niente. Il clero, attraverso la longa manus del suo braccio secolare, nei seggi delle Camere come nelle amministrazioni comunali, non ha alcun riguardo a spingersi anche oltre.

Il pastore tedesco - con un'aderenza all' ironico titolo di un quotidiano che sorprende probabilmente anche gli stessi ideatori - di fatto allunga allegramente narici e canini nei talami familiari fin dentro gli uteri materni o aspiranti tali, stabilendo ciò che si puote e ciò che non si puote e invitando, con l'astensione dal voto, a supportare una legge meno che medievale all'uopo imbastita dal suo parlamentare esercito della salvezza.

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Ma tant'è. La chiesa è un polipo centrista ed è lì che bisogna andare per avere il potere, Rutelli docet nonostante sia solo l'ultimo. Nel nostro piccolo, i nomi delle new entry nella lista elettorale del sindaco, lo scorso anno, non derivarono da melliflue consultazioni nelle canoniche del territorio?

Mi congratulo con Lei, consigliere Paolo Gatto, e molto sinceramente. Lei è il primo in questo comune che su una questione così nevralgica espone nettamente la sua posizione.
Odo il silenzio di coloro che dovrebbero essere i difensori indefessi dello stato laico e parlo dei Ds. Qualche mese fa, per la pantofolaia rinuncia - per me dolorosissima - ai grandi valori etici e sociali di cui la tradizione socialista è stata per più di un secolo portatrice, li definii "mozzarelle" ma correggo il tiro.
Adesso sono stracchino.

Gianni Favero