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Energia dal

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Roncade adotta i pannelli fotovoltaici per gli edifici pubblici
 

 

18 febbraio 2005

Entro la fine di quest'anno già due o tre edifici pubblici di questo comune saranno in grado di produrre, per una certa frazione, energia elettrica in proprio grazie all'installazione di pannelli fotovoltaici.

Lo conferma l'assessore all'ambiente, Guido Geromel, il quale aggiunge che l'intenzione è quella di estendere progressivamente l'applicazione dei dispositivi ad altre sedi dedicate ai servizi alla popolazione.
I primi locali a beneficiarne saranno probabilmente il municipio, le scuole medie, la nuova sede della biblioteca e, una volta completata, la casa di riposo. Le domande saranno presentate alla Regione Veneto, che sostiene l'intervento con un contributo pari al 60% del finanziamento, entro il 3 marzo.

L'installazione di superfici fotovoltaiche sui palazzi pubblici - suggerita peraltro da Roncade.it più volte alla passata amministrazione ma senza alcun cenno di riscontro - certo non renderà autonome le sedi rispetto alla fornitura Enel. Anzi, dato che la potenza massima sostenibile con i fondi regionali non supera i 20 kW per impianto e che una struttura come la sede comunale ne può assorbire più di 50, è chiaro che con l'intervento si punta a raggiungere un risparmio. La spesa necessaria, peraltro, è di circa 8 mila euro per kW e quindi prima di ammortizzare è ovvio che di tempo ce ne vuole.

Il valore che va oltre ogni altra considerazione è però quello educativo. Il sole è gratis e non fa fumo, in aree dell'Europa del Nord assai meno illuminate il pannello fotovoltaico è presente su una casa privata ogni tre. Chi sostiene di non metterlo - il contributo regionale vale anche per le case di abitazione - perchè è "brutto" deve evidentemente ancora maturare una consapevolezza civile dell'importanza della conservazione dell'ambiente che si raggiunge anche attraverso contributi minimi di risparmio energetico e di autoproduzione con fonti rinnovabili.

Per questo installare i pannelli soprattutto nelle scuole, ben visibili, significherebbbe ottimizzare la componente del buon esempio, far "toccare" ai giovani cosa si intende per sostenibilità e spiegare in concreto cosa voglia dire prendersi cura anche delle generazioni che verranno quando noi non ci saremo più.
Un modo di pensare l'ambiente, in sostanza, esattamente opposto a quello di George W. Bush che il protocollo di Kyoto per il contenimento delle emissioni inquinanti in atmosfera non l'ha voluto firmare.

Tornando a Roncade, ora si tratta di vedere fino a che punto il bilancio comunale, anemizzato dai giochini perversi di Palazzo Chigi, consentirà di investire in questa direzione. Rimane comunque il fatto che per questo tema l'amministrazione sta lavorando su ciò che aveva scritto con esattezza nel programma elettorale, e senza aspettare la fine della legislatura (ricordate il festival di inaugurazioni e cotillons della primavera scorsa?).

L'applauso quando ci vuole ci vuole.