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Tre cose da

suggerire

   
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Riprende il dibattito sulle proposte culturali che Roncade potrebbe (o dovrebbe) offrire.
Antonio Ceccato parla di ambiente, memoria e televisione
  

 

6 ottobre 2004

Egregio Direttore,

faccio seguito alle stimolanti provocazioni del Sig. Luciano Damelico (apparse in diverse occasioni su Roncade.it) per avanzare delle modeste proposte culturali che spero possano trovare riscontro presso le istituzioni e gli altri frequentatori del sito.
Ho cercato di presentare gli argomenti in modo articolato e, spero, intelligibile.

1) STUPIDITA’ ED AMBIENTE
Da molti anni assistiamo indifferenti alla trasformazione delle nostre campagne in “deserti coltivati” con la sparizione quasi completa, tranne rare eccezioni, delle siepi e delle alberature che un tempo caratterizzavano il panorama rurale.
Tale miserevole situazione è stata propiziata dall’errata convinzione dei proprietari dei terreni, favorita dal disinteresse o peggio di Enti ed associazioni di categoria, che siepi ed alberi potessero sottrarre preziose risorse nutritive alle coltivazioni.
Ecco quindi diffondersi nel tempo la pratica di sradicamento delle siepi esistenti e la semina fino al bordo di fossati e scoli, finché non si è cominciato a dubitare della correttezza e della saggezza di tali iniziative.
Prove tangibili della conversione sono state l’assegnazione di finanziamenti a fondo perduto (magari con criteri discutibili) ai proprietari di fondi agricoli per la piantumazione di siepi, e la presentazione di un progetto a carattere regionale/comunitario.
Nel 2001 infatti L’Unione Europea e Veneto Agricoltura organizzavano congiuntamente un convegno durante il quale venivano illustrati i risultati di una sperimentazione durata due anni ed al costo di 3 miliardi di lire, concernente l’inserimento di fasce boscate lungo i corsi d’acqua di pertinenza del Consorzio Dese-Sile.
Risultati che sembrano, a giudicare dalla copertura giornalistica dell’epoca, avere sorpreso ed entusiasmato gli organizzatori, i quali hanno presentato il fatto come “una novità dettata dal buon senso”: habitat di uccelli ed altri animali con funzione antiparassitaria, emissione di ossigeno ed assorbimento di anidride carbonica, riduzione dei fosfati riversati nei corsi d’acqua, produzione di legname, ecc. (!)
Praticamente le stesse conclusioni alle quali erano arrivati i libri di testo delle scuole elementari da me frequentate all’inizio degli anni Cinquanta, quando i contadini erano dei poveri ignoranti e non esistevano i fondi strutturali comunitari, ma le siepi ai lati delle strade e dei corsi d’acqua erano la regola e non l’eccezione.
Mi chiedo a questo punto: se i fondi comunitari destinati alla piantumazione di siepi venissero a mancare cosa facciamo, le sradichiamo un’altra volta ?
Non sarebbe stato forse molto più produttivo organizzare lezioni obbligatorie (ad esempio durante i corsi per la somministrazione di fitofarmaci) sulla razionale conduzione dei fondi nel rispetto dell’equilibrio ecologico (e della convenienza economica!) ?
In conclusione mi permetto di suggerire il ripristino di un’iniziativa a costo praticamente nullo (ad es. con una convenzione da stipulare con qualche vivaista locale) ed attualmente appannaggio di privati : la “Festa degli Alberi”, da tenersi in autunno in tutte le scuole del territorio con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, e con l’intervento di esperti comunicatori .
Ricordo ancora con emozione la sacralità del rito durante il quale ad ogni bambino veniva ricordata la necessità di esercitare la pazienza e la perseveranza nella cura di un bene essenziale per la comunità, concetto che l’attuale imbecillità del “tutto e subito” sembra avere frettolosamente dimenticato.

2) CREATIVITA’ E MEMORIA
L’inizio dell’estate, a conclusione dell’anno scolastico , vede il ritorno del Gr.Est. ,che di anno in anno conferma una massiccia adesione da parte dei bambini della scuola primaria. Una iniziativa opportuna e lodevole che consente ai partecipanti di stimolare il proprio lato creativo, divertendosi in compagnia.
Questo bisogno di manualità non è presente solo nei bambini ma anche nei grandi , ed è testimoniato dal crescente successo del bricolage o “fai da te”.
Una prova tangibile di tale esigenza è fornita dai ragazzi del Gruppo Oratorio, i quali hanno iniziato a produrre piccoli oggetti con l’ausilio di varie tecniche, allo scopo di raccogliere offerte per le opere di restauro dei locali.
A tal proposito credo sarebbe utile da parte delle istituzioni (Amministrazione comunale, associazioni, ecc.) cogliere questa disponibilità per lanciare un progetto di Gr.Est. permanente da organizzare durante i fine settimana, utilizzando se possibile gli stessi locali dell’Oratorio (riconosciuto anche dalle autorità civili come importante luogo di aggregazione e crescita) o altri adeguati.
Si potrebbe ad esempio affiancare ai ragazzi qualche abile pensionato artigiano/artista locale o esterno per l’insegnamento di tecniche nei vari settori, ottenendo diversi risultati :
• il trasferimento di un patrimonio di creatività e manualità acquisito nell’arco di decenni, che altrimenti andrebbe irrimediabilmente perduto ;
• il ripristino di un rapporto meno superficiale tra le generazioni, attraverso il racconto di usi e tradizioni di un mondo ormai scomparso ;
• consentire ai nonni coinvolti di sentirsi ancora utili anziché un peso per la società, ad un costo molto contenuto (ad es. la sola copertura assicurativa)
• la produzione di opere ed oggetti di pregevole fattura da proporre in particolari occasioni ;

3) TELEVISIONE E PUBBLICITA’
La pubblicità televisiva determina la qualità dei palinsesti ed orienta, o per meglio dire determina, le opinioni degli utenti.
Si tratta di uno strumento molto potente e sofisticato costruito in modo da essere l’unica informazione a rimanere impressa nella memoria dopo la visione di qualsiasi programma , che ha la funzione di semplice riempitivo.
E’ noto infatti come esista una stretta connessione tra la visione e la capacità della mente di elaborare le immagini e come il piccolo schermo sia in grado di indurre nello spettatore uno stato simile all’ipnosi, abbassandone le difese.
Molti non se ne rendono conto, ma è proprio questo il mezzo (più della violenza o della stupidità dei programmi) attraverso il quale passano i messaggi socialmente e moralmente devastanti che hanno come principali destinatari bambini ed adolescenti, in veste di consumatori in proprio o di riflesso attraverso le famiglie.
Basta fare un semplice esperimento, cioè guardare per una volta attentamente gli spot che vengono tranquillamente programmati anche durante le presunte fasce protette, per rendersi conto della loro tremenda efficacia e di come in pochi secondi vengano trasmessi messaggi che spaziano dalla ridicolizzazione della religione ad una visione a volte perversa della sessualità, dall’esaltazione dell’alcool alla promessa di facili soluzioni dei problemi esistenziali attraverso pillole ed altre sostanze, ecc.
Siamo passati dalla schiavitù dei bisogni elementari dell’epoca contadina, la cui soddisfazione consentiva una vita semplice e sobria, all’attuale schiavitù dei desideri indotta proprio dalla pubblicità TV, molto efficace in quanto si propone scientificamente di rendere infelici coloro che la seguono, proponendo sempre nuovi specchietti per le allodole che non mantengono mai quanto promesso.
Allo scopo di ottenere il massimo risultato a fronte degli ingenti investimenti richiesti è infatti necessario cancellare la memoria degli utenti (come le successive registrazioni su una videocassetta), in quanto i ricordi costituirebbero un freno alla sempre nuova disponibilità richiesta al consumatore modello.
Lo sfruttamento scientifico delle debolezze e delle perversioni umane a scopo di lucro è ignobile e ripugnante, ma esiste un’arma potente per contrastarlo in modo efficace : la conoscenza dei meccanismi di creazione del consenso attraverso l’analisi del messaggio pubblicitario.
Suggerisco allo scopo di organizzare degli incontri con esperti (ad es. l’AIART) per la sensibilizzazione degli adulti, in particolare dei genitori di bambini in età scolare e pre-scolare.

Un cordiale saluto

Antonio Ceccato