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Chi uccide

Snoopy?

   
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Si ripetono i casi di avvelenamento di cani a Roncade. Organizzata una task force per scovare i responsabili.
Il sindaco: attenzione, a rischio anche i bambini
  

 

17 settembre 2005

COMUNICATO STAMPA

Polpette avvelenate fanno strage di cani a Roncade. A lanciare l’allarme sono due associazioni animaliste, l’E.n.p.a. Treviso e l’U.n.a. Treviso, che hanno ricevuto numerose segnalazioni da parte di cittadini colpiti negli affetti più cari, il proprio animale domestico, che per molti anziani è la sola compagnia rimasta.

Sarebbero ben cinque i casi di avvelenamento, di cui quattro mortali, emersi negli ultimi tempi e avvenuti principalmente in via Zanella, di cui due denunciati ai carabinieri di Roncade. Ma è probabile che altri episodi analoghi vengano presto alla luce. Gli animalisti e il Comune invitano dunque i cittadini a indicare prontamente alle Forze dell’Ordine eventuali casi di avvelenamento e di denunciare chi commette questi reati, punibili con ammende salate e ora anche con il carcere. Tanto più che c’è il rischio che le polpette con veleno per topi o lumache, rivenute anche in luoghi centrali e frequentati come piazza “Due giugno” a Roncade, vadano in mano a bambini, con le possibili drammatiche conseguenze.

Per prendere in esame i recenti fatti si è tenuto un vertice tra il sindaco, Simonetta Rubinato, Patrizia Vendrametto, volontaria E.n.p.a., Claudia Ive presidente U.n.a., il maresciallo dei carabinieri, Stefano Altran, e il comandante della polizia municipale, Fabrizio Milanello. "Ho chiesto alle Forze dell’Ordine di vigilare maggiormente, specie in questo periodo di apertura della caccia quando questi reati si intensificano – afferma il Sindaco – Ma mi appello soprattutto al senso civico dei cittadini: chi sparpaglia cibo avvelenato per colpire bestiole indifese, rischiando di fare del male anche a bambini, è un criminale e chiunque ne venisse a conoscenza ha il dovere di denunciarlo".

"La morte tramite veleno è terribile per l’animale – spiega Patrizia Vendrametto – perché esso rimane lucido e cosciente fino alla fine e l’agonia è lunghissima e molto dolorosa. Bisogna che queste cose si sappiano.

La legge prevede che chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 3 a 18 mesi e chi uccide o danneggia un animale appartenente ad altri è punito, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno.