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Bilancio:

Ici +62%

   
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Dolori per le casse del Comune, mancano 406 mila euro.
La Giunta chiede al consiglio di approvare aumenti dell'Ici fino al 7 per mille, sia pure esludendo le prime case.
Trasferimenti statali diminuiti di 160 mila euro.
Gli assessori si tagliano lo stipendio del 5%
  

 

9 aprile 2005

Per virtuoso che sia, anche per il bilancio dell'amministrazione comunale di Roncade è arrivato il momento delle lacrime e del sangue.

Fatti i conti, la giunta si prepara a chiedere al consiglio l'approvazione per alcune manovre volte a correggere la rotta, a quanto pare finita non di poco in cattive acque principalmente per miopie di programmazione negli anni precedenti, la più importante delle quali è un aumento del 62% dell'Ici che così, pur risparmiando le prime case, andrebbe a fissarsi al 7 per mille.

In sintesi, all'appello mancano 406 mila euro, in parte dovuti (-160 mila) alla riduzione dei trasferimenti statali. La manovra sull'Ici dovrebbe portare ad entrate per 533 mila euro, operazione che consentirebbe così di intervenire anche sul versante "sociale" destinando a questo 14 mila euro per un fondo volto al pagamento delle rette degli asili nido ai nuclei familiari più in difficoltà ed altri 15 mila per il sostegno alle scuole materne private relativamente ai figli dei roncadesi (650 euro l'anno per bambino).
Viene inoltre potenziato (da 8 a 20 mila euro) il budget da assegnare alle famiglie indigenti il cui numero, a Roncade, sembra essere in rapido aumento.

"Siamo consapevoli del 'sacrificio' che chiediamo ai cittadini per riuscire a pagare le importanti opere pubbliche già avviate, come la casa di riposo - spiega il sindaco, Simonetta Rubinato - ma siamo stati i primi a dare l’esempio: la giunta ha scelto non solo di non aumentarsi l’indennità ma addirittura di ridurla".

Nella nota non è precisato ma l'autoriduzione degli stipendi di sindaco e assessori non andrebbe in realtà oltre il 5%.


11 aprile 2005

COMUNICATO STAMPA

BILANCIO COMUNALE DI RONCADE 2005: PRECISAZIONI DOVEROSE

Quando ci si appresta a proporre un Bilancio importante per le scelte che va a fare, come è quello che la Giunta Comunale di Roncade ha elaborato per il corrente anno 2005, caratterizzato da scelte “pesanti” come l’aumento dell’ICI al 4,3 al 7 per mille su tutte le tipologie diverse dalla prima casa, ci si attende il massimo di verità e di chiarezza nella comunicazione.

Sarebbe bene, allora, evitare di dare interpretazioni del tutto fuorvianti, sia da parte della stampa, che ha precisi doveri di astenersi da forme di disinformazione, sia da parte degli amministratori comunali, a cui fa capo, tra i tanti doveri, anche quello della corretta e completa informazione.

In particolare, ritengo del tutto gratuita l’affermazione secondo la quale il bilancio comunale di Roncade si troverebbe – come ho letto – “non di poco in cattive acque principalmente per miopie di programmazione negli anni precedenti”.
A parte il fatto che non sono per nulla convinto che il Comune di Roncade abbia un bilancio più di tanto in difficoltà, tanto in termini relativi, quanto in paragone alla generale situazione dei bilanci un po’ di tutti i Comuni italiani (qualcuno ha letto i giornali negli ultimi mesi?), personalmente do una lettura diversa da quella che ho letto circa le scelte importanti e pesanti che questo schema di bilancio propone: ritengo che esse siano delle scelte che questa amministrazione ha fatto più per dare risposte alla futura programmazione dell’Ente che non per far fronte a presunte difficoltà derivanti dalla passata amministrazione.

Poiché le asserzioni apodittiche non sono facilmente digeribili, cercherò ora di darne spiegazione.

Dovrebbe essere sufficiente la semplice rilevazione che nel bilancio 2005 è di appena 90.000 € la maggiore uscita per tutti i mutui attinti in passato al fine di realizzare una serie notevole di opere comunali (tutti, e non solo del mutuo per la Casa di Riposo, in sé modesto rispetto all’opera, i costi della quale sono in larga parte coperti con autofinanziamento e contributo statale erogato dalla Regione). Si tratta di 90.000 Euro, pari a 180 milioni in lire, su un bilancio totale di circa 20 miliari di lire!

Dunque la scelta fatta dalla nuova Amministrazione Comunale è quella di poter contare per il futuro su un maggiore introito di denaro, che servirà a realizzare quanto previsto nelle promesse elettorali e nei successivi programmi del Sindaco, a vantaggio della comunità locale. E’, dunque, una scelta finalizzata al futuro, non dovuta al passato.

Inoltre, va chiaramente fatto presente che, dato l’ottimo stato finanziario complessivo del Comune, adeguatamente certificato e data la lungimirante programmazione degli amministratori comunali (che, per il bilancio, sono esattamente gli stessi della precedente amministrazione, tramite la figura dell’assessore), il Comune di Roncade avrebbe potuto far fronte tranquillamente ai pagamenti sia dei ponderati investimenti passati, sia delle impegnative opere pubbliche che la nuova Amministrazione sta per progettare qualora lo Stato avesse mantenuto almeno il livello dei trasferimenti degli anni precedenti.
Bisogna essere del tutto ciechi e irriflessivi per non considerare che il taglio dei trasferimenti che il governo Berlusconi ha effettuato a carico dei Comuni nel 2005 è, per Roncade, di 160.000 €.
Se poi a questi soldi tagliati dallo Stato si aggiungono altre cifre di uscite che dipendono dalla volontà dello Stato e non del Comune di Roncade (72.000,00 € per il rinnovo del contratto dei dipendenti, che nel passato lo Stato reperiva quale firmatario del contratto stesso; 133.000 € di iniqua restituzione all’ENEL; circa un 3% di mancato riconoscimento dell’inflazione, pari ad una cifra presunta di altri 70.000 € circa), per un totale di oltre 400.000 €, allora appare ancor più chiaro che il Bilancio di Roncade non si sarebbe trovato in alcuna necessità di ricorrere all’aumento della pressione fiscale per procedere nell’attuazione di un robusto programma di opere pubbliche a vantaggio della comunità locale.

Da amministratore di centro-sinistra mi domando quale senso strategico abbia non considerare con chiarezza l’evidente penalizzazione che il governo Berlusconi sta comminando da alcuni anni (eh, già: e i tagli degli anni scorsi, che si sommano a quelli qui sopra ricordati?) ai Comuni.
Se qualcuno pensa che questa sia solo politica e non vera materia amministrativa, oppure se qualcuno trova più comodo aprire fronti interni, allora in Consiglio Comunale vedrò di dilungarmi un po’ di più su questi argomenti, esponendo con maggiore dettagliato queste argomentazioni.

Ivano Sartor