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Ricordi

gli Ogm?

   
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Tre mesi dopo ancora silenzio sull'incontro informativo saltato a Ca' Tron il 23 giugno per gli scontri tra no global e polizia. E adesso? Si fa e si tace?
  

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25 settembre 2003

Dal 23 giugno scorso, data dell'assemblea pubblica in cui l'Icgeb (Centro internazionale per le biotecnologie e l'ingegneria genetica) avrebbe dovuto spiegare quali attività si svolgeranno nei laboratori costruiti dalla Fondazione Cassamarca a Ca' Tron e non svolta a causa di scontri tra un gruppo di disobbedienti e le forze dell'ordine, nulla si è mosso.

La promessa dei promotori era di stabilire quanto prima un nuovo appuntamento in cui la cittadinanza avrebbe potuto porre le proprie domande ai ricercatori. Ad oggi, 25 settembre, tre mesi dopo, alla segreteria dell'istituto non è pervenuta alcuna nuova richiesta da parte dell'Amministrazione Comunale di Roncade.

No Global e Questura di Treviso, forse inconsapevolmente, sia pure per questioni diverse, hanno fatto un favore a tutti.

All'opposizione per far ricadere su frange sinistrorse la colpa di un evento lontano dalle dialettiche democratiche.

Alla Giunta per maturare un ottimo alibi da spendere. Per apparire, cioè, disponibili ad agire in trasparenza ottenendo nel frattempo il risultato di non far germogliare sui campi del proprietario di Ca' Tron noiosi dubbi sui suoi progetti di ricerca transgenica.

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Quello che si sa sul progetto proviene dunque solo da notizie di stampa, frutto di solerti cronisti che hanno preso la macchina e si sono recati di persona a Padriciano, sede dell'Icgeb, per intervistare i ricercatori.

Luca Casarini e Ivano Sartor

Ricercatori i quali, tra l'altro, hanno ribadito la loro disponibilità a ritornare a Roncade per spiegare pubblicamente il loro compito in qualsiasi momento fosse loro giunto l'invito a farlo, essendo anche loro interesse - hanno ricordato - lavorare in condizioni di chiarezza ed assenza di tensioni con i residenti.

Gli articoli di stampa, in ogni caso, sono ben poca cosa rispetto ad un confronto pubblico e aperto, la democrazia implica il diritto per chiunque di porre domande dirette.

Però sono passati tre mesi e tutti sono ancora fermi e zitti.

  • Le opposizioni perchè la patata bollente non è loro e a pochi mesi dalle elezioni non è il caso di essere imprudenti e rischiare di confondere le proprie eventuali posizioni di critica con quelle di quei comunisti dei no global.
  • Il sindaco perchè, come già rilevato (e mai smentito), è attentissimo a non disturbare l'Avvocato, il quale ha idee che per sua stessa ammissione sono sempre ottime idee (mai cattive o, peggio ancora, mediocri), ha denari da investire liberamente (e a Roncade è tutta ancora aperta la partita della Casa di Riposo), ed è per natura insofferente verso Soprintendenti, Tribunali amministrativi, ministri che vogliano modificare la legge sulle Fondazioni e comitati di cittadini. Tutte cose che gli fanno solo perdere tempo.
  • Gli assessori perchè hanno accettato quasi tutti dall'inizio il ruolo di ancella (oggi si dice anche valletta o velina).
  • I consiglieri di maggioranza, che tanto zitti lo sono sempre stati e non si metteranno certo a parlare ora. Chi parlava, del resto, si è trovato presto su un seggio diventato troppo scomodo per poter restare e se n'è andato.

La regola è sempre la stessa: ai piani alti il rumore della strada giunge come un brusio lontano e la stampa che usa, di tanto in tanto, il diritto di critica è per forza faziosa. Magari a Ca' Tron troveranno il modo di modificare geneticamente anche i giornalisti (specie quelli che, richiamati, non cambiano atteggiamento).

Roncade.it