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I cicli

di Menon

   
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Se il Giro d'Italia è passato per Roncade è per un disegno arcano
  

 

9 giugno 2003

Ad un secolo di distanza, il Giro d'Italia onora Roncade

di Laura Menon

Roncade, 21 maggio 2003

Roncade, antico borgo, vanta origini lontane. Lo frequentarono i boscaioli, nostri progenitori dell'età della pietra (si trovarono punte di freccia e raschiatori in selce, in una sabbiosa sepoltura) che venivano a "Runcare" nei nostri boschi.

Roncade, ricca d'acque, di terre feconde e di una agricoltura e una zootecnia rigogliose.

Roncade contesa da Ezzelini e Caminesi, da Scaligeri, Carraresi ed Estensi.

Roncade, villeggiatura di ricchi e nobili veneziani che vollero qui ville e palazzi tra i quali spiccano la Villa Castello Giustinian (ora Ciani Bassetti) e i palazzi Manera, Radaelli, Morelli, Goldoni Este, etc.

E' Roncade, ancora, fiorente di cultura: medicina (primario dott. Italo Fantin, dott. Valentino e Bruno Piccini, dott. Virgilio Dall'Acqua) attività teatrali (Selvatico, Dall'Acqua, Grosso, Speranzon) di ingegneria (ing. Piccini, 1900) nonchè di arti applicate nella carpenteria, edilizia, falegnameria su cui primeggia mastro Carlo Rigato, retto dai nostri Carlo Menon, Antonio Grosso e ing. Piccini.

A grandi linee una grossa borgata che eccelle pure per i suoi campioni sportivi, in forti squadre, specialmente per il calcio, LO SQUADRONE RONCADESE: (Pasin Giuseppe, Cecchinato Giuseppe, Ceschel Rino e Rinaldo, Castellan Bindo e altri che negli anni 30-40 si distinsero in tornei regionali; mentre Piero Grosso eccelse in campo nazionale.

E tra i personaggi che diedero a Roncade l'arte della meccanica, il geniale Menon dell'omonima Ditta, fondata dal giovane diciassettenne Carlo nel 1875.

Dal lavoro a mano, alla fucina, al maglio, alla forgia il Menon passò dai bicicli in acciaio alla bicicletta, mentre eccelleva come armaiolo e per innumerevoli attrezzi agricoli o casalinghi.

I suoi prodotti spaziavano dalla macchina a vapore, ai bicicli; allo studio, con realizzazione, di motori speciali, ma la costante preoccupazione fu la bicicletta: leggera e solida, curata nei particolari con cromature e nichelature splendide degne di una signora. Così la vide Alberto Martini nel manifesto Salce tutt'ora ammirato.

Una "fattura" firmata da Carlo Menon (per attrezzi vari) a Riccardo Selvatico (sindaco di Venezia e assessore a Roncade per la cultura) porta la data 1884).

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MENON3.jpg (36325 bytes) Una bellissima, chiara foto famosa presenta tutti i suoi collaboratori meccanici, apprendisti e corridori con dieci biciclette che potrebbero essere usate ai tempi nostri (1895).

Carlo Menon, per quarant'anni, non fu secondo, nella produzione di cicli, alle ditte Bianchi e Stucchi. Infatti la rinomanza del suo prodotto è tale che si impose sul mercato sia per l'utilità, sia per lo sport.

E così, nel 1904, si forma il "Veloce club roncadese" in concorrenza all' "Associazione Ciclistica Trevigiana", fondata nel lontano 1880 circa, dai velocipedisti Berti e Braida. I nostri ciclisti roncadesi vinsero parecchie gare che di anno in anno si svolsero in provincia e fuori.

Fin dall'inizio del secolo, molto attivi furono i corridori del Menon: rebellato di Castelfranco; Piero Pavan, Giacomo Cimenti. Per Francesco Chechi Rubinato, suo genero, prepara la bici da corsa di cui abbiamo la foto. (a destra)

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Tra il 1908 e il 1909 le cronache sportive ci dicono che il roncadese Vernazzi vinse due gare nazionali. Seguirono poi le vittorie del Geronazzo e del Tagliapietra. Moltissimi altri campioni ciclisti ci vengono incontro: i fratelli Bizzarro, Tullio e Giuseppe Menin, Sergio Archiutti e Renato Rocchetto, mentre Ottavio Bottecchia e i mestrini Conte e Bevilacqua venivano qui per gareggiare con i nostri atleti. Formavano gruppi di settanta-ottanta corridori, ben attrezzati e baldanzosi, sostenuti da numerosissimi tifosi.

MENON2.jpg (42920 bytes) Ritornando col pensiero a Carlo Menon, quando i primi velocisti si facevano conoscere con tante vittorie (anche fuori regione), egli ebbe proposte da un ingegnere milanese di costruire un aereo che avrebbe potuto alzarsi in volo con la forza dei pedali. Era in seta e bambù, si fecero innumerevoli prove - anche trainato da un cavallo - si tentò con un motorino De Dion Bouton ma l'impresa non ebbe seguito.

Carlo Menon, però, ispirato dal motore francese, costruì la sua prima vetturetta e, dopo varie modifiche, si presentò a Padova, Brescia e Udine che confermarono la validità della nuova autovettura. Eravamo nel 1900.

Le sue biciclette erano sempre in auge e lo compensarono di tante spese e fatiche.

Ed ora, a cent'anni, come per un disegno arcano, il Giro d'Italia vola a Roncade per onorare gli spiriti pionieri roncadesi del ciclismo nazionale.