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Gli abitanti di Casale ricorrono all' Adiconsum e raccolgono firme per uscire dal Consorzio Priula
  

 

22 settembre 2003

I residenti di Casale si ribellano al Consorzio Priula e si rivolgono all'associazione per la difesa dei consumatori Adiconsum.

La scelta, che giunge al termine di una lunga polemica  con il Comune lievitata a partire dal giorno in cui l'Amministrazione - così come hanno fatto anche il Comune di Roncade e vari altri municipi - ha votato l'adesione al Consorzio Priula.

Le utenze domestiche, per l'Adiconsum, sarebbero cresciute dal 40% al 100% rispetto alli scorso anno, i titolari di attività commerciali e artigianali rischiano di vedersi triplicare la bolletta.

Nel frattempo, la petizione attivata per chiedere al Comune di uscire dal Consorzio ha raggiunto le 2.500 firme; hanno firmato, cioè, più di un cittadino su quattro.

Di seguito il comunicato stampa con cui l'Adiconsum spiega i motivi del dissenso.

CASALE SUL SILE:  PROTESTE PER GLI AUMENTI DELLA BOLLETTA RIFIUTI

Arriva anche al 100% il rincaro per i privati che si sono così rivolti all'Adiconsum

Aumenti, rispetto allo scorso anno, dal 40 al 100% per le utenze domestiche, mentre le attività commerciali e artigianali gli incrementi arrivano anche del 300%. Lamentele a Casale sul Sile per il problema del caro rifiuti. Le bollette salate che il Consorzio Priula ha fatto recentemente pervenire agli utenti ha sollevato non pochi malumori.
Molti cittadini casalesi si sono così rivolti all'Adiconsum di Treviso per consulenza ed assistenza. L'associazione a difesa dei consumatori ha già inviato una lettera al primo cittadino di Casale, la signora Battiglion, chiedendo chiarimenti sui criteri che hanno determinato il costo delle bollette e sul lavoro del Consorzio Piula.
"I nostri assistiti - dichiara Eugenio Dal Cin, Segretario Provinciale Adiconsum Treviso - molti dei quali si sono organizzati in un comitato di cittadini, lamentano gli aumenti delle bollette rispetto allo scorso anno, contestano i criteri di calcolo che determinano la formazione delle tariffe, i tempi di pagamento ed il numero di contenitori per la raccolta differenziata, che penalizza principalmente le persone anziane, sole e residenti in piccoli alloggi".
Con il precedente sistema di calcolo della tassa sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti, i cittadini pagavano l'80% circa del costo effettivo del servizio e la differenza era a carico del comune. Le cose adesso sono diverse da quando l'amministrazione comunale ha deciso di affidare la gestione del servizio al Consorzio Priula. Le nuove tariffe, con rispetto al passato, sono calcolate sulla base di una fissa da pagare e sul numero dei conferimenti del contenitore del rifiuto secco.
Ha già raggiunto quota 2500 firme la petizione popolare che chiede l'uscita del comune dal Consorzio. Lo spinoso problema è già stato affrontato più volte dal consiglio comunale, con animate discussioni ed interventi dei cittadini.
L'amministrazione comunale si difende sostenendo che il calcolo attuale non è fatto più sulla superficie della abitazioni, bensì sul numero dei componenti il nucleo familiare e sul numero di conferimenti. Il comune ricorda inoltre che il Priula ha posticipato alla fine di novembre la bolletta che l'utente avrebbe dovuto pagare a settembre.
"Allo scopo di tutelare i nostri assistiti - ha aggiunto Dal Cin - abbiamo chiesto lumi sull'operato del Consorzio Priula, che ha portato ad un forte aumento delle bollette per la raccolta e smaltimento rifiuti, e la qualità del servizio offerto che ci auguriamo sia migliore e più equo che in passato. La cosa poi che incuriosisce i cittadini è che Casale ha speso 30 mila euro per entrare nel Consorzio Priula e che l'amministrazione comunale avrebbe dovuto effettuare una gara d'appalto per assegnare il servizio di raccolta rifiuti. Cosa che non è mai stata fatta. Per questo molto consiglieri della minoranza sostengono che si il contratto con il Priula non risponda alle aspettative della cittadinanza. L'amministrazione ha perciò il dovere di rivedere il tutto.
"Noi attendiamo la risposte dell'amministrazione - conclude Dal Cin - per valutare il da farsi insieme ai nostri legali. I cittadini di Casale si attendono, al di là dei costi, anche una garanzia sull'operato del Consorzio e una maggiore qualità del servizio".
 
Treviso, 22 settembre '03